A partire dagli anni '70 il Giappone è diventato terra di grandi trionfi: basta pensare a un “Live in Japan” dei Deep Purple, ai fasti degli Scorpions e della nostra PFM. Persino un jazzista come Joe Henderson, protagonista di uno splendido live giapponese all'alba dei Seventies, ne sapeva qualcosa. Negli ultimi tempi il revival funziona bene in Estremo Oriente, soprattutto per le formazioni di area prog, alcune delle quali godono di un autentico culto: è il caso degli Agitation Free.

Tra i campioni del kraut rock, il quintetto guidato da Lutz Ulbrich e Michael Hoenig ha avuto meno rilevanza storica rispetto ai Can, ai Tangerine Dream e agli Embryo. Tuttavia grazie a due dischi e a una reunion nel 1999, il seguito raccolto in Giappone non è mai calato, anzi: il Museo delle Cere nella Tokyo Tower annovera delle statue in grandezza naturale dei nostri… Per celebrare questo rapporto di grande affetto, nel 2007 gli AF sono stati protagonisti di tre memorabili serate allo Shibuya O' West, oggi finalmente disponibili su cd.

Il meglio di quelle tre gig è diventato un live album dal tocco in più: alla sintesi delle serate Hoenig ha aggiunto un tocco in post produzione valorizzando sfumature, effetti e campioni sonori tratti dal leggendario tour del 1971 tra Egitto e Medioriente, giro seminale e foriero delle sonorità elaborate in “Malesch” (1972) e “2nd” (1973). “Shibuya nights” diventa così un vero e proprio viaggio visionario nel meglio del quintetto, privato però da ansie nostalgiche e proiettato a una piena rilettura live. Un trip aperto in grande stile dall'incipit di “Malesch” (“You play for us today” e “Sahara city”), con momenti non intaccati dal tempo come “In the silence of the morning sunrise”, “Ala tul” e un'adamantina “Laila”.

Disco di rara potenza sonora e immaginifica, “Shibuya nights” mostra il trance rock degli AF nella sua forza visionaria e nelle sue diramazioni world-fusion, come testimonia “Das kleine urhwerk”. Davvero ottimo.

http://www.esotericrecordings.com

D.Z.