Alberto Rigoni è uno dei talenti italiani più interessanti e prolifici degli ultimi anni. Inoltre ha una marcia in più: è uno dei pochi ad essere partito dal culto sfrenato per i Dream Theater e arrivato a un’ipotesi di progressive-fusion a tinte hard, finalmente sganciata da paragoni scomodi e ingombranti con Petrucci e soci.

Certo, gli agganci al patrimonio del Teatro del sogno ci sono: la partecipazione di uno special guest di lusso come Kevin Moore, l’articolazione e lo sviluppo dei pezzi, la visione progressive della composizione deviata verso l’hard rock. Al di là di questo c’è però un autore con tanta voglia di fare, capace di spiazzarti passando da un disco techno-soul come Lady & The Bass a un duo super funky come i Basstards.

Rigoni si trova perfettamente a suo agio nel prog contemporaneo, il suo nuovo lp “Three Wise Monkeys” lo conferma. Disco maturo, con ospiti di riguardo (su tutti Goran Edman nella focosa title-track, vocalità sempre avvincente e AOR massiccio) e scelte di suono molto pulite e nitide, “Three wise monkeys” punta molto sulle dinamiche, sull’alternanza di atmosfere – dal serrato al soffuso, dal metal prog alla fusion più ricercata – come dimostrano “Mizaru”, “Kikazaru” e “Iwazaru”, che ben racchiudono le anime dell’opera.

Un gradito ritorno da parte di Rigoni, nella speranza che il suo progetto trovi spazio anche dal vivo.

http://www.albertorigoni.net

D.Z.