Un incontro inevitabile. Così si presentava alla stampa qualche anno fa, nel pieno del boom new progressive, la nuova alleanza tra Ange e Musea Records. Mutatis mutandis, inevitabile è anche il connubio tra AltOck Productions ed Emilio Galante: l’attiva etichetta lombarda è diventata un punto di riferimento internazionale come laboratorio creativo per l’avant-rock, il fiatista trentino incarna in pieno la figura di compositore colto e affascinato dalle possibilità offerte dal rock, come dimostra la sua creatura Sonata Islands, autorevole rassegna giunta quest’anno alla decima edizione.

Artefice dell’Altrock Chamber Quartet insieme a Valerio Cipollone (clarinetto), Andrea Pecolo (violino) e Bianca Fervidi (violoncello), Galante ha già approfondito ipotesi di contatto tra musica colta, rock e jazz: pensiamo al progetto Kamera in rock, dedicato esplicitamente all’esperienza progressive. “Sonata Islands goes RIO” è un atto d’amore al Rock In Opposition, ancora più sentito perchè riletto con fedeltà e personalità, con rigore e scatti di fantasia.

Che un quartetto da camera rilegga brani nati da formazioni come Henry Cow e Univers Zero non è per niente fuori luogo: la peculiarità di compositori come Fred Frith e Daniel Denis è stata la combinazione tra scrittura colta e ritmica rock, episodi come “Norrgarden Nyvla” (dall’ottimo “Gravity”) o “Presage” (da “Uzed”) rispondono perfettamente alle intenzioni degli autori; stesso discorso con “Brachilogia 7” targata Yugen. Ancora più intrigante l’omaggio allo “spirito” RIO con pezzi propri: pensiamo a “Rethinking Plague” (mai titolo fu più eloquente) ma anche agli episodi di Popoli e Zorzanello, momenti gustosi nei quali il quartetto sprigiona singolare espressività.

In questo disco c’è poco ‘rock’ ma molta ‘opposition’: alla musica convenzionale, prevedibile, rassicurante. Un eccellente progetto.

http://www.altrock.it

D.Z.