MOLECOLE n. 43: Perlè, Patrizia Cirulli, Matteo Toni

Quando un disco profuma di America. Non quella altisonante ed epica di Springsteen nè quella generazionale degli assalti al cielo di CSNY. Quella più oscura, sottile, in filigrana tra demoni e nottate. Per il suo secondo album Perlè – al secolo Gianluigi Scamperle, ex Kasanova – ci va negli States, recluta John Agnello e uno stuolo di musicisti (Gramentieri, Sapignoli, Ferrario) che stars & stripes le respirano. Il risultato è Quanto tempo resta, album sabbioso e laneganiano, che scarta e dribbla fino a non poter più rimandare l’appuntamento con il tempo, grande protagonista dell’opera. Rock d’oltreoceano, punteggiato di stelle e deserti.

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Di chi è la musica? Di chi la scrive, di chi la suona, se poi parliamo di classici che sfidano il tempo è anche di chi la ascolta e di chi la interpreta. Patrizia Cirulli si è confrontata con E già, il più misterioso e snobbato dei dischi di Lucio Battisti. Un confronto giocato tutto sul rinnovamento e sul faccia a faccia: una sfida verso un album che fu sfida al pop corrente nel 1982. Ma se nel primo lp battistiano senza Mogol dominava un synth-pop secco e lineare, in Qualcosa che vale Patrizia rilancia circondandosi di ottimi chitarristi: Mesolella, Bonfanti, Venuti, Pacifico, Marrale e altri che fanno rinascere un album difficile, camminando con passo elegante tra folk, blues, jazz afterhours e nuova canzone.

http://www.patriziacirulli.com

Che simpatico Matteo Toni. Un po’ Black Keys, un po’ Battisti, un po’ Ben Harper e un po’ Xavier Rudd, si presenta accompagnato da un percussionista, vestito da tennista su un tappeto di palline gialle. Ma soprattutto si nota per la sua immagine dal vivo: scalzo, footdrum ai piedi e chitarra Weissenborn sulle ginocchia, poche balle e si suona. Toni viene da esperienze di gruppo e conosce bene possibilità e limiti di una one man-band: folk-blues distorto ma non fragoroso alla Honkeyfinger per intenderci, con qualche fuga pop che non stona affatto. Santa pace è un bel risultato, peccato che manchi “il” pezzo. Da seguire.

http://www.matteotoni.com

D.Z.

22-01-2013

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