Close
Incorreggibile divulgatore di buona musica

PropheXy: ‘Improvviso’ (Musea Records)

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non ci avevo mai fatto caso: tutti e cinque i membri dei PropheXy indossano gli occhiali. Fossero stati gli anni ’70/’80, epoca di stereotipi duri a morire, qualcuno avrebbe parlato di gruppo “quattr’occhi”, di band di studentelli, di ensemble palloso di pseudo intellettuali. E sarebbe stato un grosso errore, perchè la band bolognese è tra le più interessanti in Italia a coniugare l’asperità e l’arrangiamento sofisticato con l’immediatezza e la grinta.

Il logo del divieto di 4/4 campeggia anche nel live album “Improvviso”, registrato in una serata teatrale nel vicentino il 17 marzo 2012, con un ospite che apparentemente ha poco da spartire con l’avant-rock dei PropheXy: Richard Sinclair. L’ex Caravan/Hatfield/Camel, associato solitamente alla musicalità più soffice ed eccentrica di Canterbury, compare nello scorcio finale con le evergreen “Disassociation” e “Golf girl”, una sorta di bis creato per scompaginare e deviare rispetto alla sequenza jazz-rock sfoderata dai padroni di casa. Ipotetica via di mezzo tra King Crimson, Area e certe tentazioni da sympho-rock italiano, i PropheXy inseguono il sogno di pezzi ampi con sfuriate rock, pause meditative – la presenza del flauto influisce molto in tal senso – e costruzioni ardite, ancora più meritevoli di attenzione poichè proposte live.

Ma cosa hanno in comune con Sinclair, oltre agli occhiali? Il territorio di operatività, ovvero l’incontro tra jazz e rock: se Richard aveva lavorato a una centralità melodica, i Prophexy puntano sull’agilità tecnica. L’accoppiata “La rotonda della memoria”/”Stralci di quotidiano” aggiorna certi moduli rock-jazz, e tra i brani già conosciuti – vedi le rinnovate “Tritone” e “Babba”, tra i pezzi più rappresentativi del quintetto – la resa è soddisfacente, con una particolare compattezza d’insieme e quel sound ispido e spigoloso a suo modo anomalo per il nuovo prog tricolore.

Un buon biglietto da visita se non conoscete ancora i PropheXy, una conferma se seguite da tempo il quintetto.

www.prophexy.com

D.Z.