Sailor Free: ‘Spiritual Revolution’ (Tide)

Se “dire la verità è un atto rivoluzionario”, lo è ancora di più l’amore, forza dirompente che travolge e muta profondamente. Se si vuole cambiare la contemporaneità dominata dalla bruttezza, dall’arrivismo e dalla vol

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garità, bisogna cercare il rimedio in una “rivoluzione spirituale”. Ad essa guardano i Sailor Free in questo gradito ritorno dopo 18 anni di assenza: un concept album anomalo, ricco di speranza e slancio metafisico, nato da uno spunto tolkieniano ed evolutosi come vero e proprio racconto allegorico.

L’opera narra dell’amore tra Sebastian ed Eleanore, personaggi e universi contrapposti, in un gioco a suo modo legato a “Felona e Sorona” delle Orme. Se però l’allegoria del trio veneziano era figlia degli opposti estremismi che dominavano il pensiero degli anni ’70, la band romana si muove su altri lidi. Compresi quelli musicali. Nella grande anomalia che fu il progressive e che è stato il new prog, i Sailor Free hanno incarnato un’ulteriore diversità: il secondo lp “The fifth door” (1994) ipotizzava un trait d’union tra il nuovo prog allora in ascesa e il grunge dominante, “Spiritual Revolution” prosegue nell’incontro tra le articolazioni della scrittura progressive e la ruvidezza dell’hard sound.

Certo il plot segna per i SF un percorso obbligato, tra solennità e abrasione, maestosità e variazioni impreviste, episodi disturbanti alla Tool e heavy-prog dal sapore vintage. La band rispetta in pieno le logiche e gli sviluppi del modulo concettuale (l’ampia e rappresentativa overture, il senso del dramma che accompagna la narrazione, la sontuosa corsa verso il finale con “My brain”), si muove tra sofferto art-rock alla Queesnryche (“A new world”, “The Curse”), valorizza sfumature, reminiscenze e assonanze tra new wave, moderna psichedelia e fragorose tempeste rock (vedi “The run” oppure “”The entropia”).

“Spiritual Revolution” è un album ambizioso e complesso – con l’unico neo di una certa dispersività – che necessita di numerosi ascolti per essere compreso in pieno. Un felice comeback per David Petrosino e soci, mai come ora caratterizzati da un bel respiro internazionale.

http://www.sailorfree.com

D.Z.

09-10-2012

1 commento »

  1. sophie
    9 ottobre 2012 @ 12:54

    Disco difficile, certo non sono canzonette, ma c’è tanta tanta musica: da centellinare come un buon vino prezioso e non da trangugiare come una coca cola

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