Close
Incorreggibile divulgatore di buona musica

Spirits Burning & Clearlight: ‘Healthy Music In Large Doses’ (Gonzo)

Donato Zoppo

Donato Zoppo

Donato Zoppo, giornalista, autore e conduttore radiofonico, scrive per i magazine “Audio Review” e “Jam”. Dal 2007 conduce sulle frequenze di Radio Città BN il programma Rock City Nights, una delle rubriche rock più seguite on air. È autore di vari libri su nomi storici della musica come King Crimson, Area, PFM, Lucio Battisti e Genesis.
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Una roba del genere ricorda i Centipede: uno squadrone di musicisti da ogni latitudine, esperienza, provenienza, luogo fisico e spirituale del sistema solare. Qualche nome? Daevid Allen, Andy Anderson, Pete Pavli, Adrian Shaw, Paul Sears, Fabio Golfetti e membri sparsi di Universal Totem Orchestra, Thinking Plague, Hawkwind e varie unità dal pianeta Gong. I registi, autori e coordinatori della poderosa operazione sono due: Don Falcone – mastermind di Spirits Burning – e quel Cyrille Verdeaux che ogni prog fan che si rispetti ricorda per i Clearlight.

“Healthy music in large doses” non è solo un titolo: è un vademecum, un regalo, una dose massiccia e sanante di space rock, da una parte legato alla tradizione vorticosa e pulsante dei maestri Hawkwind e Ozric, dall’altra aperto a infiltrazioni elettroniche e new age. Il collettivo transnazionale non propone nulla di particolarmente nuovo ma spazia tra le varie anime del rock cosmico e visionario: complice il contributo di una quarantina di musicisti, “Healthy music” è giocoforza policromatico ed eterogeneo. Ad esempio basta accostare i sapori jam-rock di “Raised on coal & oil” al severo e struggente exploit magmatico degli UTO in “One secret cloud” per avere due facce – diverse ma compementari – del progetto; discorso analogo per il progressive gonghiano di “Infinite city” e la distensione jazz-rock di “In search of friends”.

Dispersivo ma coinvolgente, sfilacciato ma rilassante, il disco è da considerarsi più che riuscito in un obiettivo: ci affida ampie dosi di musica sanante. E di questi tempi non è poco.

http://www.gonzomultimedia.co.uk

D.Z.