The Rhythm Method (diary): 5 aprile 2012

“Le avventurine”. Però bisogna pronunciarlo con fare giocoso e sorpreso, arrotolando un po’ la erre nel palato. Così mia moglie ed io chiamiamo le zingarate che talvolta ci concediamo per vagare con il corpo e la testa, alla ricerca di quell’aria profumata, di quello scorcio di tetti e comignoli, di quelle curve di paesi e cielo, di quei ristorantini isolati ai confini del postaccio che tanto bene ci fanno stare.

Un’avventurina obbligata – e anche per questo piacevole e sempre frizzante – è quella che dalla nostra Benevento ci conduce a Fasano (BR), tra l’altopiano delle Murge e la Valle d’Itria. Cittadina nota per lo Zoo Safari e la selva, Fasano da quindici anni ospita un glorioso festival jazz del quale curiamo la comunicazione. Il nostro piacere non è solo nel fare un bel lavoro, nel promuovere un festival sempre pieno di ottime proposte e grandi musicisti (quest’anno, udite udite anche se è ancora top secret, nomi come Area, Maria Pia De Vito, Paolo Fresu, Michiel Borstlap, Roberto Gatto…), ma anche nell’incontrare il direttore artistico e infaticabile deus ex machina Domenico De Mola. I nostri meeting prefestivalieri, solitamente un fulmineo blitz in una mattinata fasanese nel pieno della primavera, sono dedicati ad un unico obiettivo: vedere Domenico. Chiacchierare, raccogliere le news, gustare le indiscrezioni, confrontarsi su questo demone spietato che domina i nostri pensieri e le nostre azioni: la musica. Nella mia felice attività di “collezionista di brave persone”, Domenico rappresenta l’informatore vinilico-progressive a caccia di ogni ristampa…

Non sono un amante del paesaggio pugliese, devo ammetterlo: troppo pianeggiante, esteso, sconfinato per i miei gusti. Da uomo di entroterra, abituato alla sicurezza dei profili collinari, alla rotondità delle strade, ai paesini che spuntano sulle alture, la lineare regolarità del territorio pugliese non è nelle mie corde, anche se i muretti a secco e i tronchi nodosi degli ulivi sono un premio speciale per l’anima. Tuttavia l’atmosfera che mi commuove maggiormente, che mi emoziona e mi riempie il cuore, è quella di passaggio tra Puglia e Campania, tra Daunia e Irpinia: i dolci rilievi della Baronia, costellati di pale eoliche e ricoperti di morbidi tappeti verdi. La Grispello ne ha fatte di foto…

 

 

 

 

 

 

P.S.
Il primo corollario della legge delle “avventurine” recita: “Affinchè ogni avventurina sia perfetta, è necessario che essa sia completata da una gustosa appendice il giorno successivo”. Allo scopo di rispettare questo postulato così importante, abbiamo pensato di fare un salto al mio ristorantino preferito – La Locandiera a Canale di Serino (AV) – di cui un giorno vi parlerò approfonditamente perchè merita, per motivi culinari e non. Oltre al buon cibo e alla tranquillità, ai silenzi e al godimento del lontano ronzio della città, qui è possibile vedere, anche senza l’ausilio di misteriosi alcaloidi, cose strane e animali bizzarri:

05-04-2012

1 commento »

  1. francesca Grispello
    5 aprile 2012 @ 17:10

    W le avventurine!

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