Secret Tales: ‘L’antico regno’ (Black Widow)

Quando mi occupo di Black Widow, finisco inevitabilmente col parlare di "Black Widow sound". Come accaduto con le grandi etichette del passato, dalla Motown alla Vertigo, il lavoro dietro alla selezione e alla cura di una scuderia è preciso, meticoloso: BWR da anni si occupa di un lotto di artisti accomunati dalle sonorità fosche, tenebrose e affezionate all'estetica vintage. Il disco d'esordio dei Secret Tales ha un significato speciale: l'ascolto di "L'antico regno" sembra voler chiudere il cerchio aperto una ventina d'anni fa con l'opera prima dei Dunwich (debutto anche per BWR) e al tempo stesso rilanciare un'attività oramai apprezzata in tutto il mondo.

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18-07-2014

The Rhythm Method (diary): 22 giugno 2014

Oggi ho visitato un cimitero. Complice il tran tran di un ingolfato fine settimana, complici le ruote dell'auto malandrine che ci hanno scarrozzato - annusando il nostro smodato bisogno di sospensione - fin su in montagna mentre la pupa implacabile metteva e ferro e fuoco casa dei nonni, ci siamo ritrovati alle porte di un cimitero. Luogo che conosco molto bene, visto che lì è sepolta mia nonna Germana, alla quale ero affezionatissimo, scomparsa nel 2000.

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22-06-2014

‘King Crimson. Islands – Testi commentati’ su Ondarock!

Anche Onda Rock, con un ottimo pezzo di Claudio Lancia, si occupa del mio ultimo libro King Crimson. Islands - Testi commentati.

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29-05-2014

Conqueror: ‘Stems’ (Ma.Ra.Cash)

The everchanging Conqueror. I ragazzi siciliani, ormai attivi da un ventennio, sono tra i pochi ad aver coniugato l'istanza prima del progressive - il cambiamento, l'evoluzione, la progressione - con l'esigenza di non snaturare la propria proposta conservandone immutati i tratti somatici. La loro discografia, giunta al quinto titolo, è un buon esempio di "preservation through change". "Madame Zelle" era probabilmente la loro vetta, un album concettuale che li vedeva alle prese con una vicenda avventurosa capace di ispirare scelte di campo anche sorprendenti. Avvertendo nuovamente il bisogno di svolta, alimentato anche dalla partecipazione a vari tribute-album (Pink Floyd, Steve Hackett, Yes), i Conqueror assumono il profilo più diretto di un classico quartetto rock con "Stems".

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24-05-2014

The Rhythm Method (diary): 22 maggio 2014

Da quando sono entrato nella casa nuova, a pochi chilometri da Benevento, il disco che più di ogni altro la sta riempiendo è Laughing Stock dei Talk Talk. E' un fatto di magia: è bellissimo sentire come le pareti squadrate e le misure limitate di un appartamento si aprano sconfinate grazie a questa musica densa di silenzi, sfumature, sospiri, rallentamenti e ripartenze.

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22-05-2014

Il Fauno di Marmo: ‘Canti, racconti e battaglie’ (Andromeda Relix)

Nomen omen. Un tempo si chiamavano The Rebus, nome enigmatico che non palesava grosse adesioni stilistiche, ma se il cambio è con Il Fauno di Marmo, se il titolo del nuovo disco è "Canti, racconti e battaglie", se in back cover compare Castel del Monte e l'etichetta è Andromeda Relix, è certo che siamo in casa del più classico prog-rock italiano anni '70.

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20-05-2014

Metà oscure e cuori pedoni: due nuovi libri su Pink Floyd e Van Der Graaf

Metà oscure e cuori pedoni. E al centro, il dramma dell'identità. Pur facendo parte della medesima temperie sonora e culturale, quella della prima metà degli anni '70, è difficile accostare e considerare simili o affini due album come The Dark Side Of the Moon e Pawn Hearts. Lussureggiante, diretto e patinato il primo, aspro, doloroso e visionario il secondo. Eppure un elemento in comune c'è: l'indagine e l'introspezione sull'essere umano. Due libri approfondiscono questa componente.

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25-03-2014

Marbin: ‘Last Chapter Of Dreaming’ (Moonjune)

Hanno suonato con Allan Holdsworth e Scott Henderson, nel nuovo disco godono della partecipazione di tre special guest come Steve Rodby, Paul Wertico e Jamie Haddad, vivono il live con costanza e creatività e sono amati dalla stampa di tutto il mondo. Cosa manca ai Marbin? Magari se fossero nati quarant'anni fa sarebbero stati osannati come leggenda del jazz-rock anni '70, ma anche oggi riescono a farsi notare per l'inebriante miscela e l'energia che caratterizza il loro sound.

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25-03-2014

Molecole n. 49: Loop Therapy, Three Eyes Left, Head Project Trio

Santa Sangre & Holy Loop. Adoro i vortici sonori, quelle rotazioni perenni che sprofondano nella ciclicità. Quella staticità apparente che solo alla fine, quando sei lì deliziato dal torpore, scopri in tutto il suo costante cambiamento. Chi mi conosce sa bene quanta devozione abbia per le band che azzeccano subito il nome: quando ho letto Loop Therapy ho pensato che questi ragazzi mi vogliono bene. Anche se Opera Prima (Irma Records) non è proprio nelle mie corde. Debutto che mi ha ricordato quel fugace innamoramento che ebbi anni e anni fa con CRX dei Casino Royale: paragone forse non fuori luogo, visto che la band elabora e sperimenta con cellule sonore di varia estrazione, dal jazz tra Davis e Truffaz all'elettronica, dal nu-r&b a certa neopsichedelia. Non impazzisco per la componente rap e gli sconfinamenti chill-out, ma il debutto è messo a fuoco e persino convincente. www.facebook.com/LoopTherapy

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19-03-2014

The Rhythm Method (diary): 17 marzo 2014

"I saldi continuano all'interno". Un giorno dovrò prendermi la briga di scrivere un libro sul magico mondo delle vetrine, delle insegne e di tutto il microcosmo che ruota intorno all'onomastica commerciale. Roba che sfida ogni logica, che supera reale e razionale in un sol colpo, che servirebbe Hegel per decifrare. Anche se a volte basterebbe una semplice maestra elementare. Il cartellino visto poco fa prima di entrare in radio, appiccicato alla vetrina di un negozio di vestiti, suscita numerose domande, una su tutte: se non ci fosse stato, i saldi sarebbero stati praticati sulla soglia? Qui si entra nel metafisico, nulla in comune con il celebre "Il mago della marmitta" di tanghiana memoria, con l'irresistibile "Tegole Artistighe" fotografato da mia moglie in quel di Canale di Serino (e un giorno vi racconteremo delle resistenze di un attempato barman locale alla nostra accorata richiesta di cappuccino), con l'intramontabile "Jackol Bar". Quando Armin ed io spiegammo al neobarista Filiberto che Jackal si scrive con la "a", beh non so il mio compare ma io mi sentii un verme...

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18-03-2014