Beata gioventù, benedetto l'impeto giovanile, carburante senza esaurimento per la fresca band degli Unreal City. Ma si tratta di slancio puro e appassionato o di zelante "realismo più del re"? I ragazzi sono nel mezzo, tra una travolgente dichiarazione d'amore per il prog italiano degli anni d'oro e un'adesione calligrafica a canoni e stilemi di quell'epoca. Inutile girarci intorno: che a suonare un bel prog d'annata sia un quartetto di giovanissimi non può che far piacere.
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22-05-2013
Ieri sera con una splendida Satisfaction nella recente versione di Paolo Fresu (procuratevi Desertico, suo ultimo lp col Devil Quartet) ho chiuso la stagione 2012/13 di Rock City Nights. Mi mancherà Radio Città. Mi mancherà il passeggio serale che da casa mia taglia in due Benevento e arriva dritto dritto di fronte al microfono. Mi mancherà il sapore di musica che ti esplode nelle cuffie mentre fuori, nottetempo, tutto tace e i diavoli elettrici sono appostati agli angoli della città per fare buh! ai placidi sonni dei borghesi. Mi mancheranno le radiococcole con il direttore - fighissimo dei fighissimi, esimio all over again. Tornerò presto in radio, a settembre già avrò le prime scalette pronte, i primi giorni di ottobre le ultime interviste concordate e poi si partirà: rock a tutto spiano, altro che autunno caldo.
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21-05-2013
Pensavo ai Rolling Stones. Lo so che a quest'ora della notte, in un albergo circondato dal silenzio nel bel mezzo della Valle del Sinni, un buon pater familias dovrebbe dormire, o perlomeno pensare ad altro. Ma il sottoscritto è un malefico pater rockofilus e capta sinapsi celestiali ad ogni latitudine, pronto ad ascoltare Aftermath da YouTube - siano benedetti i full album postati da ignoti benefattori rock per chi ha bisogno urgente di godimento senza supporto vinilico - a qualsiasi ora della notte. Tra l'altro qui nella camera accanto alla mia c'è un altro ignoto che russa come un trattore scoreggiante, è doveroso rispondergli con un fuoco di fila stonesiano.
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14-05-2013
Per un genere saturo e poco creativo come il progressive metal, oggi più che sull'inventiva tocca concentrarsi sull'interpretazione: le proposte più interessanti arrivano infatti da quei gruppi che provano a rileggere con sincerità quanto detto dai maestri, mettendoci qualcosa di proprio, di originale, di imprevisto. I Mindwork ci provano, in un secondo lavoro che sconta ingenuità e prevedibilità ma non lesina qualche intervento convincente.
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10-05-2013
Negli esperimenti di alchimia tra possenza hard rock, visioni psichedeliche e articolazioni progressive, la Black Widow non è seconda a nessuno, e non da poco tempo. Pensiamo a Standarte, Segno del Comando, Presence, nomi importanti per il prog italiano degli ultimi anni, e se guardiamo all'estero imbattibili sono gli Orne. Alla band scandinava si avvicina a suo modo il progetto Crowned In Earth, trio inglese capitanato - o meglio, incarnato in pieno - dal polistrumentista Kevin Lawry.
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09-05-2013
Giovanissimi e promettenti questi Finister. Peccato che il nome rimandi - creando evidentemente confusione - alla band italiana più importante del nostro new progressive: l'impostazione stilistica invece è meno "conservatrice" e più in linea con l'età della band. Il giovane quartetto fiorentino si presenta bene, con un Ep il cui titolo rinvia alla stagione psichedelica e il cui sound rimanda anche alle esperienze alternative-prog dai Mars Volta ai Riverside, e per certi versi i Porcupine Tree depurati da certi climi piovosi.
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04-05-2013
Quel troione di piccola Katy. Dopo avervi raccontato del grande sogno rock 'n' roll con i Rolling Stones, non posso non comunicarvi che qualche notte fa ho sognato i Pooh. Mica in concerto: ce li avevo tutti e quattro in macchina, sul sedile posteriore. Vederli nello specchietto retrovisore lasciava sgomenti: un'unica grande faccia tutta zucchero sorrisi e canzoni, denti a non finire, pelle piallata e architetture di capelli che a confronto un comune riporto è roba da minus habentes. Tra l'altro, per dovere di cronaca, qualche notte prima avevo sognato Stefano D'Orazio da solo: l'unica cosa che ricordo è che eravamo a cena e lui aveva la camicia svolazzante e il gilettino da ussaro di Jimi Hendrix a Monterey. Robe brutte, lo so.
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01-05-2013
Chi se ne fotte del tempo, della contemporaneità così rapida e comoda, del digitale che se sbagli cancelli, copi e incolli. Ai Venua piace talmente tanto l'idea di un sound polveroso, demodè e desertico che Blah Blah Blah nasce in pieno regime analogico, bobine, valvole, sudore e sorrisi. Il secondo album della band bergamasca - prodotto da Marco Fasolo dei Jennifer Gentle - suona dritto, incisivo, convinto: pop-rock di sicuro, ma spalancato all'epica soul cara ai Black Keys, al meglio di Mogolbattisti, a raccontini che sembrano sciocchezze ma non fai tempo ad accorgertene che ti hanno già fotografato in pieno. Disco piacevole e gustoso, suonato pensando a ieri e guardando a domani.
www.facebook.com/venuaband
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01-05-2013
Persona discreta e appassionata Piero Gallo. Ti basta rivolgergli uno sguardo durante la Mostra Rock! e fare una chiacchierata con lui in radio per capire quanto coinvolgimento, equilibrio, gioia e misura ci sia in un musicista della sua esperienza. E' con questo bagaglio umano, ancor prima che artistico e musicale, che lo storico chitarrista partenopeo approda a Liverpool: NapoLIverpool è un esperimento al crocevia tra due porti, due culture, due universi. Il patrimonio dei Beatles rivisitato in volo, sulle ali suadenti dell'inconfondibile mandolina, in un tributo tra Mediterraneo, funk elegante e pop d'autore: scaletta impeccabile, gli evergreen dei Fab Four e un tocco di classe spesso assente in operazioni del genere.
www.suonidelsud.it
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26-04-2013
Musica è teatro. Un motto importante, una chiave di lettura, un orizzonte culturale e artistico, umano ed esistenziale oserei dire, ancor prima che musicale. I Lamanaif si presentano con un disco d'esordio ambizioso, pregno di significati, nel quale la componente teatrale si esprime in una duplice direzione: da un lato segue un elemento cruciale della tradizione progressive, nell'enfasi interpretativa tipica del teatro rock caro ai Genesis; dall'altro conferisce al proprio impeto espressivo un'intenzione "sciamanica" e liberatoria.
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25-04-2013