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Incorreggibile divulgatore di buona musica

Articoli

Claudio Rocchi: ‘In alto’ (Cramps Records)

“Per non morire in questi tempi duri / per accordarci prima di suonare”. Sono due tra i più significativi versi di “In alto”, il nuovo album di Claudio Rocchi. Per questa sua quindicesima esperienza discografica, arrivata dopo la prova da regista di “Pedra Mendalza” e una succulenta collaborazione psichedelica con gli Effervescent Elephants, il cantautore milanese torna in proprio.

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Locanda delle Fate: ‘The Missing Fireflies’ (Fading Records)

Locanda delle Fate. Solo dallo scrigno progressive possono uscire quei nomi che ti rabbrividiscono, ti scatenano sensazioni e reminiscenze, ti rigano gli occhi d'emozione. La Locanda è tra questi. Band leggendaria, sound mitico, ultimi fuochi del progressive italiano prima della decadenza. Mettiamo da parte per un momento l'atteggiamento celebrativo e focalizziamo l'attenzione su questo ritorno, indubbiamente gradito ma anche foriero di tanti interrogativi. In primis: sarà possibile ascoltare qualcosa di nuovo?

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Oneira: ‘Natural Prestige’ (Musea Records)

Filippos Gougoumis è un chitarrista greco con un’idea importante: provare ad aggiornare il rock pomposo anni ’70/’80 alla Styx/Rush accentuando l’elemento progressive senza alleggerire durezza e melodia. Per realizzare il suo obiettivo ha costituito il trio Oneira con il tastierista Giampaolo Begnoni e il batterista Erik Spedicato e ha messo l’opera nelle mani di Oliver Philipps e Christian Moos.

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Profusion: ‘Rewotower’ (Prog Rock Records)

Nomen omen. Chiamandosi Profusion, una band non può che evocare una connessione tra progressive e fusion. Ma probabilmente c'è anche dell'altro: quella “profusione” di suoni a cascata tipica di tante formazioni prog, soprattutto quelle che veleggiano verso il metal e in generale verso l'hard sound. La band senese esprime entrambe le opzioni, consegnando a “Rewotower” un'idea di suono, una progettualità e una direzione.

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Europa Minor: il teatro rock dei Tugs

EUROPA MINOR Compagnia Todo Modo Music-all & Tugs 9 dicembre 2011 Fortezza Vecchia Livorno Nobile e puttana. Aristocratica e plebea. Fanciulla e decrepita. Povera vecchia Europa. Guerre e carestie, civiltà e pensiero, investiture e investimenti, cultura e new economy. Sono le contraddizioni di un continente un tempo al centro del mondo, fatte risaltare con poesia e nervature elettriche in Europa Minor, il nuovo progetto rock-theatre dei Tugs. Uno spettacolo che rompe clamorosamente con la contemporaneità, tanto attenta all’ultimo cantantino sputato fuori dall’ultimo reality in attesa del prossimo che verrà. Uno spettacolo che recupera un’idea forte non solo del patrimonio progressive

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I Treni all’Alba: ‘2011 A.D.’ (Inri)

Certo che da un disco con titolo “Folk Destroyers” ci si aspetta di tutto. O meglio, la solita zuppa danzereccia da festa della birra con divise popolari o tenute da neo barbari chiome volanti e cd in vendita alla mano. Invece I Treni all'Alba giocano a spiazzare. Conservando dal titolo del disco d'esordio una fresca e “iconoclasta” energia, provano a elaborare un rock acustico che sia raffinato e d'impatto al tempo stesso.

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The Nerve Institute: ‘Architect Of Flesh-Density’ (Altrock)

Quanto sono affascinanti questi compositori solitari, one man band e piccole orchestre individuali che si muovono on the border, ai confini tra avanguardia e popular, tra progressive e colta contemporanea. Come Simon Steensland, Robin Taylor e Ant-Bee, Mike Judge si caratterizza per una scrittura gravida di riferimenti (dalla fusion alla world music passando per l'hard sound), compresi quelli extramusicali (es. il cinema di Pabst).

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Merme: ‘Live in Singakong’ (Lizard Records)

Questione di ironia. Basta un titolo come “Vieni via di lì, c'ho sementato ora” per renderteli simpatici questi Merme. Formazione grossetana attiva dal 2006, come i concittadini Gran Turismo Veloce debuttano su Lizard ma il contesto è completamente diverso: se i GTV propongono un art-rock moderno e volitivo, i Merme giocano nell'area del jazz-rock dinamitardo, sfruttando al massimo le potenzialità del modulo power-trio.

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