Ieri sera, durante uno spuntino cosmico-exotico, Paolo Picone ha tirato fuori la parola “progressive”.
Gli ho risposto: errori di gioventù.
Da ragazzo ho ascoltato davvero molto questa musica, poi mi ha stancato e sono andato altrove, com’è naturale che sia quando si avverte l’esaurimento di una scintilla e si cerca altro nutrimento, nuovo. Di tanto in tanto però torno ai grandi affreschi dei Genesis, alle dinamiche esoteriche dei King Crimson, alle geometrie spigolose dei Gentle Giant, alle melodie emozionanti dei Camel, ai colori spumeggianti della PFM. Ci torno perché in quel rock aristocratico c’è tanto – a volte troppo – e in quel tanto trovo ancora delle risposte.

Mario Giammetti ha messo in piedi una bella squadra (Maurizio Becker, Achille Benigni, Franco Brizi, Riccardo De Stefano, Gianni Della Cioppa, Mario Giugni, Tonino Merolli, Stefano Pogelli, Alessandro Staiti – sono onorato di farne parte anche io) per il secondo numero speciale di Classifiche Rock, da qualche giorno arrivato in edicola.

Il primo, uscito a fine 2025, era ambizioso: i 500 grandi dischi del rock. Questo lo è ancora di più perchè circoscrive un genere che nacque non incasellabile: I 300 grandi dischi del prog.
Una sfida – e Mario è uno serio, l’ha pensata e coordinata con attenzione – ma soprattutto un lavoro corale in cui diversi punti di vista dialogano su album che hanno cambiato la vita a tanti e tante di noi.
Buona lettura.

https://sprea.it/rivista/56030-classifiche-rock-n2