Il teschio di Tancredi sul palco.
Una chitarra e un basso da un lato, quattro e sei linee dritte, esplicite. Uomo-cordame.
Una postazione di campanacci, percussioni, pad e tastiere dall’altro. Uomo-cadenza.
Al centro, moltitudine di vita in una persona sola, che racconta, canta, celebra – anche se stesso, soprattutto.

Ieri sera Federico Guglielmi ed io ci siamo regalati il nostro primo concerto insieme.
Percuotendo, in cadenza: Giovanni Lindo Ferretti in sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Ne ho scritto su L’indiependente, grazie all’onnipresente Alessandro Sgritta per le foto.

Giovanni Lindo Ferretti in cadenza tra parole e percussioni