Oggi si sposa uno dei miei più cari amici.
Un maestro, un confidente, un consigliere.
Ma è anche un rompiballe, un egocentrico, un antipatico che non mi dà mai soddisfazione: proprio per questo lo adoro. D’altronde un grande insegnamento è il saper accogliere i propri difetti, le proprie magagne, le proprie ombre: forse è l’unico modo per comprendere davvero l’altro. E per capire che siamo tutti una massa informe di robaccia oscura di tanto in tanto illuminata. Tanti auguri a Federico Guglielmi e Rebecca.
Tra le varie cose che Federico ed io abbiamo in comune, dalle collaborazioni professionali come Audio Review alle piccole grandi allergie verso alcune tipologie umane, c’è anche il secondo matrimonio. Ci siamo entrambi risposati, entrambi con pochi intimi cari. Noi a casa, benedetti da una giornata di sole e da un piacevole tepore di fine aprile che nessuno si aspettava; con tanto di apparizione furtiva – quanto mi piace questo aggettivo in questi tintinnanti giorni giudiziari – del sindaco, sul quale prossimamente rivelerò un gustoso retroscena fotografico nuziale.
Di solito si fanno gli album delle foto, si pubblicano e si rendono noti. Credo che Federico non lo farà – non posso neanche rivelare la rispostaccia che mi ha dato quando gli ho chiesto: “Ma me le mandi un po’ di foto carine?” – come non lo abbiamo fatto Rosaria ed io. Eppure abbiamo un reportage emozionante realizzato da Mr. Ceschi che ha capito subito, senza che glielo dicessimo esplicitamente, cosa ci avrebbe fatto piacere. Ossia zero pose, zero interruzioni delle chiacchiere, un fotografo-amico col calice sempre pieno immerso tra le persone. E con un bianco e nero radicalmente opposto alla maglia giallorossa del BN che il buon Ceschi credo non abbia ancora tolto da quel giorno.



