– Massimo, concerto enorme…
– Grande serata!
– Serata da + o da -? Per noi super +…
– +++
– Triplo + zamboniano, notevole.
– Direi inedito…
In uno dei nostri scambi privati che talvolta rasentano il sublime, Massimo Zamboni ha assegnato ben tre + al concerto CSI di Egnazia. Una auto-votazione inedita per lui, superiore alle due precedenti di Montesole e Villafranca: sono curioso di conoscere le crocette che darà stasera al live di Spello.
Quando si è sul palco la percezione cambia. Tante rock band raccontano che una volta finito lo show si ritirano in camerino a litigare su errori, svarioni e dimenticanze mentre il pubblico è ancora fuori ad applaudire, a chiedere bis su bis, estasiato e rapito. L’uomo è misura di tutte le cose, figuriamoci a un concerto dei CSI: ognuno ha il suo. Da una parte c’è il dato di realtà, una musica grande così, dall’altro la soggettività nella quale note e parole ri-suonano, mettono in cammino memorie e familiarità diverse per chiunque.
Ieri sera siamo stati al Locus a Egnazia. Ciò che ho da dire – un report positivo ed entusiasta – l’ho affidato al prossimo numero di Classic Rock in edicola. Ciò che si è smosso nel profondo lo tengo lì perchè non è necessario dire tutto, nè dirlo subito. Custodia del sentire intimo. Ma per il consueto pensiero del venerdì condivido un pezzo di ricordo. Chi fa il mio mestiere ha piccoli grandi privilegi – conquistati sul campo, ma questo è un altro discorso – come il poter vivere il backstage e prendersi un po’ di tempo con i musicisti.
Alle spalle del palco, mentre l’area del concerto si riempiva, abbiamo goduto di un momento di serenità, complicità e confidenza: il micro camerino di Massimo, il racconto di alcuni pezzi del tour estivo dei Litfiba con Gianni, i saluti affettuosi al “generatore” Stefano Senardi, gli effetti benefici della Mongolia su Giovanni. In attesa della bellezza, quella delle canzoni dei CSI, inscalfibili come un diamante.
Foto di Rosaria Aragiusto.




