Recensioni

Oneira: ‘Hyperconscious’ (Musea Records)

Mi ero occupato degli Oneira con curiosità ai tempi di “Natural Prestige”: nonostante le ingenuità tipiche di ogni debutto, la formazione del polistrumentista Filippos Gougomis si collocava in un filone poco battuto in Italia, a cavallo tra prog-rock, hard pomposo e AOR patinato, sulla scia di quegli Everon così influenti

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Inior: ‘Hypnerotomachia’ (BTF)

Quando nel 2011 pubblicai “Prog. Una suite lunga mezzo secolo”, raccolsi svariate critiche sulla copertina. Una cover di cui l’editore era soddisfatto e che in fin dei conti piaceva anche a me, visto che comunicava tutta l’importanza di un genere durato quasi mezzo secolo. Ciò che invece non piacque a

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Moraine: ‘Groundswell’ (Moonjune)

La storia del rock è costellata di “beautiful losers”. Da Syd Barrett a Jim Croce, da Roky Erickson a Nick Drake, all’ombra delle grandi e longeve band c’è stata una moltitudine di splendidi perdenti, personalità eccezionali andate via troppo perso oppure nascoste agli occhi del grande pubblico. Possiamo assegnare lo

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Alberto Rigoni: ‘Overloaded’ (Any And All Records)

Dove avevamo lasciato Alberto Rigoni? Difficile dirlo, vista la frenetica attività dell’instancabile bassista veneto: al di là della collaborazione con Alexia, di un endorsement con Alusonic con tanto di signature e della nuova operazione Vivaldi Project (con Mystheria), l’ultimo tassello discografico risale al 2012, ovvero “Three Wise Monkeys”.

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Molecole n. 51: N_Sambo, Edmondo Romano, Carmine Ioanna

Prima o poi dovrò fare un censimento dei folletti psichedelici in Italia. Mi vengono in mente personalità di cui si favoleggia da tempo nell’underground tricolore, da Dario Antonetti a Daniele Caputo, da Maurizio Curadi a Ludovico Ellena, con la benedizione di Matteo Guarnaccia. Poi c’è un ragazzo livornese che all’anagrafe

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Hedersleben: ‘Die Neuen Welten’ (Hedersleben)

Forever lost in space and time. Un motto azzeccato ed efficacissimo per gli Hedersleben, alfieri californiani dello space-rock che attaccano il jack, si scaldano le dita, si guardano negli occhi, si sintonizzano e saltano, smarriti nel tempo e nello spazio in un incessante flusso sonoro. E’ questa la condizione tipica

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