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The Rhythm Method (diary): 11 gennaio

Fuoco cosmico, fuoco terreno, fuoco il mio ascendente Leone che alita caldo nel segno d’aria Bilancia, fuoco sulla montagna di Bobby Weir che ieri è andato via, fuoco quella versione chilometrica dei Grateful Dead accoppiata a Scarlet Begonias alla Cornell University nel 1977 che non finiva più, Bobby con gli

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The Rhythm Method (diary): 6 gennaio

A cavallo tra 2025 e 2026, in questa porta aperta chiusa senza soluzione di continuità, ho salutato vecchio e nuovo con un disco e un libro. Gli ultimi saranno i primi, si disse. Ho ascoltato ripetutamente, girato e rigirato, l’LP n. 39 di Bob Dylan, una macchia scura elettrica groove-folk.

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The Rhythm Method (diary): 27 novembre

Se la memoria non mi inganna non credo di aver mai comprato Rolling Stone cartaceo. E dire che è guidato da un giornalista di cui ho grande ammirazione, sin dai tempi gloriosi di Jam insieme, come Claudio Todesco. E dire anche che il sito lo spulcio spesso e varie volte

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The Rhythm Method (diary): 19 ottobre

Non posso dire di essere amico di Massimo Zamboni – non ancora. Troppo presto per le mie tempistiche, troppo presto per le sue. Eppure siamo molto in sintonia dopo tre lunghi incontri negli ultimi tempi, concentrati intorno a tre fittissime interviste. Siamo entrati in confidenza, propiziati dal tempo e dal

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The Rhythm Method (diary): 14 ottobre

Prima della recente presentazione del nuovo libro di Michelangelo Iossa, ho riletto con gioia – quella fatta di voracità, soddisfazione e ancora fame – le due storiche interviste a John e Yoko, che fungono da veri e propri poli narrativi di una lunga storia. Due punti di riferimento lontani ma

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The Rhythm Method (diary): 12 ottobre

Ieri ho fatto 50. Non fa molta differenza rispetto al 49, non cambierà l’anno prossimo col 51, ma che la cifra sia tonda – come un cerchio, in cui partenza e arrivo si confondono – significa qualcosa. Parafrasando la canzone che John scrisse per Ringo, Life begins at 50. Sono

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The Rhythm Method (diary): 23 settembre

L’anno scorso Albino mi invitò a raccontare i miei dieci vinili preferiti per TAM (Talking About Music) alla Cantina Cicerenella. Tra i 33 giri prescelti non potè mancare Il sole nella pioggia di Alice. Amo la sua opera, in particolare dalla svolta di Park Hotel in avanti, inclusa la splendida

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The Rhythm Method (diary): 21 settembre

Durante questa lunga, larga e assolata attesa di equinozio chiamata estate ho letto molto. Più del solito. Quel “molto” non significa quantità bensì curiosità, diletto, soddisfazione. I motori di ogni lettura autentica. Anche in passato ho letto molto. Ma quel molto era dovere, voracità, non sazietà. Il contrario del primum

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The Rhythm Method (diary): 8 settembre

La tenacia e la tenerezza di Ricky Gianco, le vicende dei grandi divi del rock svelate da Massimo Bonelli, la memoria elettrica dai primi Litfiba a oggi con Ghigo Renzulli e Bruno Casini. Gli incontri di Covergreen sono stati ancora una volta l’occasione per entrare e soffermarsi nel ricordo, nella

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The Rhythm Method (diary): 13 agosto

Dico spesso che la musica mi ha salvato la vita. Fuori dalle banalità di discorsi del genere, la musica mi ha consentito di affinare una dote speciale: l’ascolto. Il progetto che più mi ha colpito alla Biennale di Venezia è stato – insieme a Materiae Palimpseste dell’amato Marocco – Assembly

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