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The Rhythm Method (diary): 14 agosto

La mia rubrica del venerdì, partita un mesetto fa, solitamente nasce così: arriva un disco che ho voglia di ascoltare – il corpo lo chiede, è un bisogno fisico oltre che una necessità dello spirito, come la schiaccina proustiana che collega papille gustative e memorie – e da un semino,

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The Rhythm Method (diary): 7 agosto

Non sono triste per la scomparsa di Francesco Guccini. La vita comprende la morte, che le appartiene. Non sono triste perchè Guccini ha lasciato un’opera incalcolabile per profondità, potenza, musicalità nella parola ma anche levità, concretezza, cantabilità. Come sempre, il modo migliore per omaggiare i maestri è compiere un gesto

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The Rhythm Method (diary): 31 luglio

– Quanti vinili… – Te ne regalo uno, sceglilo ed è tuo. Non ricordo se presi Street-Legal al volo, senza pensarci tanto, o se lo selezionai accuratamente tra gli album della ricca Stanza della Musica di Mauro. Propendo per la prima ipotesi visto che mi ha sempre colpito la foto

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The Rhythm Method (diary): 24 luglio

Conobbi un tizio che aveva l’intera discografia di una famosa band in molteplice copia. Mi spiego meglio: possedeva tutti i vinili, sia d’epoca che ristampati; tutte le musicassette (se non ricordo male anche qualche stereo 8); tutti i cd in duplice sequenza: incellophanati per l’esposizione, decellophanati per l’ascolto. Non escludo

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The Rhythm Method (diary): 17 luglio

Ogni lunedì sono a Napoli. Ho tirato una riga immaginaria da Piazza Garibaldi alla Riviera di Chiaia, la percorro a piedi tutte le volte. Andata e ritorno, anche in condizioni subsahariane: come lunedì scorso alle 15.00, picco massimo di 41 gradi ai quattro palazzi – Piazza Amore per i forestieri.

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The Rhythm Method (diary): 15 luglio

Sarà stato il 2006 o giù di lì. Durante i primi tempi in radio, nella vecchia redazione fumosa. Da una parte il direttore La Monaca e Pirotti, dall’altra l’ospite Lelio Romano. Uno dei primi due dice quasi sussurrando, come un pensiero a voce alta uscito incontrollato: Chi va con lo

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The Rhythm Method (diary): 27 giugno

Un tempo frequentavo un filosofo. Un tipo sui generis, viveva in una palazzina periferica, austera, con dei pavimenti di piastrelle esoteriche da divellere e portare a casa. Era persino piacevole ascoltarlo, ma dopo un po’ aumentava quel senso angosciante di saturazione che caratterizza noi asmatici fisici e psichici. Non era

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The Rhythm Method (diary): 16 giugno

Nel giugno del 1993 Arturo aveva una Red Rose. Non era l’unico, giravano tante Aprilia all’epoca. Però fu lui che un pomeriggio mi diede uno strappo da Benevento a San Giorgio. Avevo i capelli lunghi – seriamente lunghi – e mi piaceva la sensazione della chioma che sbatteva sulla schiena,

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The Rhythm Method (diary): 11 giugno

Mi sono laureato vent’anni fa. Misteriosamente – ancora oggi è un enigma il motivo di quella scelta; un enigma anche come io abbia fatto a finire tutto dignitosamente – e fuori tempo massimo. Avevo terminato gli esami da un po’ e avevo cominciato a lavorare, era anche uscito il mio

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The Rhythm Method (diary): 14 maggio

Lo avevo avvistato da tempo ma ho aspettato per prenderlo a Napoli. Mi dava una sensazione di pienezza terrosa e sanguigna l’acquisto lì, dopo l’attesa, dopo il richiamo del bianco Einaudi, e l’impatto ogni volta magnetico con la sguessa del Principe, icona pop come poche. Non conoscevo Francesco Piccolo se

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