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The Rhythm Method (diary): 13 giugno

Alle pareti della Study House al Prieuré erano affisse 12 frasi. 12 non è un numero casuale. La seconda recitava: La più grande conquista per un uomo è quella di essere capace di fare. Demetrio aveva fatto per scoprire, aveva scoperto il fare. Con la sua unicità, il suo essere

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The Rhythm Method (diary): 12 giugno

Le scale della fanciullezza. Ci si sedeva a chiacchierare. Il muro giallo non c’è più, da qualche tempo l’intonaco antracite dilaga con piatta banalità. Alle giostre Eleonora ha trovato una pietra luminosa. Domeniche di ritorni e sorrisi.

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The Rhythm Method (diary): 10 giugno

Michelangelo Iossa mi parlava spesso di Chiara Amato. Della sua arte, della sua incontenibile passione per i Beatles, Paul in particolare. Non ricordo più se l’ho conosciuta di persona, a volte i social che tanto avvicinano confondono le acque sovrapponendo reale e virtuale. Di sicuro ho visto tante sue opere

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The Rhythm Method (diary): 8 giugno

Il vinile dell’anno uscirà il 9 settembre. Appena arrivato si è imposto stoppandomi Meantime degli Helmet, ma vista la tracotanza con cui si è presentato non gli si può voler male. Bello, grande, apribile, spazioso, zeppo di simboli, colori, personaggi, spirali, vortici. Il largo anticipo con cui è apparso impedisce

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The Rhythm Method (diary): 7 giugno

Caputarsi una volta al giorno è cosa buona e giusta. È un incontro col benessere, musica col sorriso. Posologia dello swing, andante con brio. Ne approfitto per fare un po’ di musica. Un gioco di respiro demodé ma mai così pertinente, soprattutto se raffrontato al fiato corto degli ottoni sintetici

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The Rhythm Method (diary): 6 giugno

Veterani delle guerre psichiche. Un tempo lontano viveva dentro me un minuscolo collezionista radicale. Rannicchiato e sospettoso come Gollum, godeva aprendo da dietro i nuovi libri, sondava voglioso gli indici dei nomi. Chi c’è, chi non c’è, ce l’ho, non ce l’ho. Ogni tanto riemerge dalle plaghe oscure e si

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The Rhythm Method (diary): 5 giugno

I pensieri vanno a passo di danza e mi portano lontano da qui, ad analoghe passioni d’infanzia morte lì, cantava il maestro Caputo ai tempi dello smoking. Hemingway Caffè Latino. Power Rumba Swing da bovarismo estivo. Poesia è passo, è lontano, è vicino nell’infinito. Ma soprattutto è oracolo, specchio poi

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The Rhythm Method (diary): 3 giugno

Un itinerario pitagorico lega la Corsica e Monteriggioni. Il Tibet e gli anelli di luce. Tra i numerosi gesti d’amore santi e benedetti di questi giorni c’è molta musica. Inevitabile. Ma non scontata. Compro tanti dischi. È il nutrimento della scelta. Gesto amoroso volontario. Ascolti elettivi. Ogni giorno arrivano dischi

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The Rhythm Method (diary): 2 giugno

Fu una girandola di misteriose connessioni mistiche e visive. Da un maestro giunsi a un altro. Cerchi concentrici. Fu Matteo a farmi comprendere bene Gianni Sassi. La bruciatura. Il dato di realtà. La materia psichica in emersione dal puntino al boato. Energie carsiche. L’elogio del dilettantismo, si diceva; fratello intriso

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The Rhythm Method (diary): 1 giugno

Di tanto in tanto, nelle pause estatiche in cui il flusso lavorativo rallenta in respiro, ristoro, risacca di nutrimento, torno all’antico. Letture dettate da meccaniche altre, come quando si aprono a occhi chiusi i libri di Yoko Ono, o Brian Eno. Oracoli di personalità immerse nelle note. Così Ferretti, immerso

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