Il trio vocale napoletano reinterpreta un classico degli Almamegretta: amore, passione, sonorità mediterranee e mediorientali, in attesa del disco d’esordio ‘Ago, filo ‘e parole…’, in uscita il 9 dicembre

Kalìka | Fatmah
(SoundFly 2022)

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«Abbiamo scelto Fatmah degli Almamegretta per raccontare un amore non corrisposto. Il brano è infatti ispirato al romanzo di Sélim Nassib OUM, tradotto in Italia con il titolo di Ti ho amata per la tua voce, che racconta la passione, non ricambiata, del poeta egiziano Ahmed Rami per la cantante Umm Kalthum, la “Stella d’oriente”, luminosa icona della musica araba fra gli anni ‘20 e gli anni ‘70».

Fatmah è il nuovo singolo delle Kalìka: il trio vocale napoletano composto da Vania Di Matteo (voce), Anna Rita Di Pace (voce e violino) e Giulia Olivieri (voce) – con la direzione musicale e gli arrangiamenti a cura di Gianluigi Capasso – che ha intrapreso la propria reinvenzione di un brano tratto dallo storico quarto album degli Almamegretta Lingo (1998). Registrato, missato e masterizzato da Fabrizio Piccolo presso Auditorium Novecento a Napoli, Fatmah anticipa l’album Ago, filo ‘e parole…, in uscita con Soundfly venerdì 9 dicembre. Insieme alle tre vocalist nel brano suonano Gianluigi Capasso (chitarre), Luigi Pelosi (contrabbasso) e Francesco Varchetta (batteria).

Le Kalìka sbocciano per caso da una fortuita collaborazione musicale, divenuta prima un progetto vocale a cappella, tutto al femminile, impreziositosi poi con la collaborazione di un ensemble di musicisti. In linea con il principio del “nomen omen”, in lingua hindi la parola kalìka significa “bocciolo”, e proprio l’immagine di un fiore in potenza, qualsiasi fiore, colto nell’attimo prima di manifestarsi in tutta la sua piena bellezza, è parso adeguato per nominare questo progetto. Tre donne, tre voci e tre anime si sono incontrate e scelte tra le righe e nelle note di originali riarrangiamenti di brani editi, attinti dalle diverse esperienze musicali in gioco, e di pezzi inediti tutti da scoprire, che comporranno l’album d’esordio di prossima uscita.

Dichiarano le Kalìka: «Il lavoro minuzioso di costruzione del nostro progetto, dal repertorio al sound, è stato supportato da un’intensa attività di ricerca, personale e di gruppo, che ha preso le mosse dallo studio di sonorità percepite vicine e viscerali, in primo luogo quelle del cantautorato partenopeo, senza dimenticare la pregnanza testuale. La nostra reinterpretazione, un melting pot musicale che recupera le sonorità mediorientali e mediterranee del brano originale, enfatizzandole con intrecci vocali particolari, mix di suoni acustici ed elettronici che strizzano talvolta l’occhio al rock, amplifica la dimensione evocativa del testo risolvendo la tensione tra sacro e profano in un ideale equilibrio sonoro, posizionabile nel panorama world».

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