Radici Music pubblica il terzo album della band bolognese, artefice di una world music contaminata. Un itinerario sciamanico tra lingua e suono tra Africa e Medio Oriente, un viaggio immaginario tra culture e note

LAME DA BARBA
Qafiz
(Radici Music Records)
8 tracce | 34.41 min.

«La lingua è un patrimonio importante che portiamo con noi nei secoli, nelle sue innumerevoli trasformazioni: è la più grande eredità donataci dai nostri avi. Il linguaggio e la musica, di pari passo, vivono le loro molteplici trasformazioni ed è da qui che nasce il desiderio di questo nuovo album nel quale si potranno ascoltare il Mediterraneo, l’Africa e il Medio Oriente pur senza ricercare un linguaggio preciso, bensì provando a fondere – come accade nella nostra lingua – tante identità che ci appartengono come un dono prezioso giunto dal passato».

Radici Music Records è lieta di presentare Qafiz, il nuovo album delle Lame da Barba. Otto brani originali di Francesco Paolino e Stefania Megale che volano come un veliero immaginario in un viaggio senza tempo che tocca le sponde del Mediterraneo. Suoni che provengono dai Balcani, dalla Grecia, dal Sahara, dall’Andalusia, dalla nostra Penisola, contaminati con variazioni pan-jazzistiche di stampo europeo. Mediterranean Jazz, lo definiscono le Lame da Barba, che realizzano un terzo disco prezioso e ammaliante, ideale per gli amanti, tra gli altri, di Oregon, Indaco e Third Ear Band.

«Ogni album è una grande trasformazione per un progetto, un’occasione per varcare nuovi orizzonti. In Qafiz c’è una coesione totale tra i vari strumenti e i musicisti. I brani nel primo disco si ispiravano al sentore delle musiche delle vecchie sale da barba siciliane pur trattandosi di brani originali: la composizione nasceva spesso da chitarra e mandolino. In quest’ultimo lavoro abbiamo trovato il giusto equilibrio tra scrittura e libertà in modo che si creasse maggiore interplay tra di noi. Dal punto di vista ritmico esploriamo metriche più inusuali e viaggiamo musicalmente in tutte le coste del Mediterraneo». Nella presentazione del quartetto c’è lo spirito profondo del progetto, che si muove tra composizione e improvvisazione, tra folk e jazz, creando una colonna sonora immaginaria fatta di ritmi sciamanici e suoni ipnotici.

Formate nel 2012 per volontà di Francesco Paolino, le Lame da Barba fondono i diversi elementi provenienti dalle culture del Mediterraneo. Il gruppo nasce come band di strada, gira la penisola organizzando tournée busking, nel 2016 debutta con Lame Da Barba, al quale è seguito La Muta Vita, primo premio al Premio Nazionale di Loano 2017 come migliore proposta giovanile. Qafiz, arrivato dopo un lungo periodo di lavoro, è un itinerario a ritroso verso le origini e parte dalla ricerca del suono attraverso il linguaggio parlato e le sue derivazioni remote. Nello specifico il siciliano, lingua antichissima che come un magnete ha preso i suoni dai popoli che l’hanno attraversata, dal quale le Lame da Barba hanno tratto spunto per gli otto brani: ad esempio Qafiz si riferisce a una misura tradizionale araba, Zahara al fiore bianco e Kerasos alle ciliegie, Fadha e Acubar all’aria afosa dell’estate. «Qafiz rappresenta il percorso culturale di cui tutti noi siamo figli, detentori inconsapevoli di un’eredità millenaria che ci portiamo addosso. La lingua, le parole e la loro etimologia sono una dimostrazione affascinante di questo processo».

 

https://www.lamedabarbamusic.com