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Il saggio non si identifica con le sue opere, perciò dura; dacchè non compete, nessuno può competere con lui, diceva Lao Tzu. Everchanging Bowie, duraturo e fuori competizione.
Leggendo in questi giorni il librone su Stereonotte ho pensato molto alla mia Rock City Nights. Quindici anni di dirette serali, migliaia di interviste, approfondimenti e focus sul rock italiano e straniero, grazie allo streaming tanti ascolti dall’estero, grazie all’FM un rapporto privilegiato col territorio. Tutto sommato un piccolo grande contributo alla radiofonia nazionale.
Ricordo la 24 ore non stop in diretta per chiudere la prima stagione, lo specialone sulla reunion dei Led Zeppelin live da Londra, le tante chiacchierate con chi non c’è più come Ernesto De Pascale, i live in radio con band come Lost Moon e Globetrotter.
Ricordo la morte di David Bowie. 10 gennaio 2016, una domenica; noi andammo in onda il 13, Blackstar era uscito martedì 12. Avevo in scaletta anche Slivovitz, Cage The Elephant e Andy Gunn. Da Blackstar scelsi Tis a Pity She Was a Whore. Risuonerà.

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