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La prima regola è l’attenzione.

Non ne ebbe John Lennon, quando la sera del 21 marzo 1967 assunse inavvertitamente una dose di LSD. Era a Abbey Road per le registrazioni di Getting Better e Lovely Rita. George Martin si accorse del malessere, lo accompagnò al piano di sopra. Era impossibile uscire in strada, frotte di fan assiepati ad ogni ora. Prendeva aria John, respirava guardando le stelle. Chissà fin dove arrivava il suo sguardo lassù, profondo dentro i suoi abissi, specchi opposti.

Paul lo portò a casa sua, poco distante da lì. Gli fece compagnia, non assistenza: un acido anche per lui. Fu la prima volta insieme. Equinozio oceanico. Lontano l’orizzonte dell’identità, scom-bussolato e dis-orientato, John scoprì la sua prima notte di primavera.

Notte selvaggia come la intende Jeanette Winterson: solo chi conosceva il suo nome poté ricondurlo a casa.

[John Lennon, Richard Avedon, 1967. NYC, MoMa. Offset lithograph, 78.8 x 57, n. 153.1988. © 2022 The Richard Avedon Foundation]