Ear-Volution è il nome dell’etichetta che supporta il secondo album di Victor Lafuente, ma anche l’obiettivo che il chitarrista persegue con “Inside“. Evoluzione e rivoluzione sonora per la quale mette in piedi una working band che si alterna brano dopo brano, con la sua chitarra al centro. L’idea forza è quella di una prog-fusion tecnologica, un’ideale connessione tra gli ultimi King Crimson, la tech-fusion, i guitar heroes alla Vai/Satriani/Holdsworth e il progressive più dinamico e jazzofilo alla Priam/Finneus Gauge.

Dotato di una notevole tecnica che gli consente di passare dall’elettrica all’acustica con disinvoltura, Victor trova in “Instable Perception”, “The Kraken” e “Simplexcity” gli episodi più adatti al suo guitar playing fluido e pungente al tempo stesso. Brani più ariosi come la title-track, dall’incedere deciso ma melodico, sono in linea con l’idea di rock-jazz “spirituale” che ha avuto Corrado Rustici nel suo ultimo album; “Crop Circle” è invece un excursus tra world-fusion e articolazioni prog.

Come capita quasi sempre in lavori del genere, è la personalità a mancare: Lafuente è un performer ispirato e convincente, ma si fatica a trovare la sua peculiarità. Ciononostante, “Inside” è un lavoro di classe, consigliato ai cultori del genere.

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D.Z.