Close
Incorreggibile divulgatore di buona musica

FEM: ‘Sulla bolla di sapone’ (AltrOck)

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su email
Email
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ho scoperto i FEM (Forza Elettro Motrice: un nome, una garanzia…) con il loro EP “Epsilon”: un esordio che, nonostante alcune ingenuità, aveva mostrato un grosso potenziale, destinato solo a migliorare. Il nuovo album “Sulla bolla di sapone” conferma questa sensazione e ribadisce il talento di una giovane band, una di quelle che hanno dalla loro il famoso “qualcosa da dire”. Per dirlo fanno affidamento a un concept: modulo rischioso come sempre, affrontato con discrezione ispirandosi a “Auf den Seifenblase”, ovvero “Sulla bolla di sapone” (1887), un racconto di Kurd Lasswitz, icona tedesca della Science-Fiction.

Il quintetto lombardo si mostra subito affiatato e risoluto, merito anche della scelta di fondo: evitare brani di lunga durata, impostando il disco come una grande suite articolata in quindici pezzi brevi, valorizzando così l’impeto e la grinta mostrati in “Epsilon”. Avvicinandosi al piglio deciso di colleghi come Filoritmia, Syndone e Not A Good Sign, i FEM non disperdono uno slancio che diventa fiore all’occhiello, anche nei momenti più impersonali (es. lo scatto metalloso di “Incontro con i saponiani” o il tuffo fusion di “Reviviscenza”).

“Il giardino delle consuetudini” è un’opener per la quale si farebbero carte false, una sorta di overture che presenta le doti esecutive dei cinque; al di là delle qualità tecniche, il disco ha anche dei ganci melodici marcati (“Il peso della conoscenza”) e più in generale dei momenti di particolare ispirazione strumentale (la sequenza “Nella città”/”Il signore dei pensanti”/”Processo alla verità” è assai pregevole). Il resto dell’album rivela una bella scrittura polifonica, una vicinanza ai maestri del prog nostrano (Banco e PFM in prima linea) e una visione d’insieme che manca a buona parte dei colleghi nazionali, come dimostrano la coesione e gli azzeccati spazi solisti di “Microgen”; unico neo la voce di Massimo Sabbatini, buona ma non così possente come il sound esige.

“Sulla bolla di sapone” è un signor debutto: non è privo di difetti poichè la band, come accade in ogni opera prima, tende ad aggiungere più che a sottrarre, ma il risultato resta molto convincente.

www.femprogband.it

D.Z.