La mia rubrica del venerdì, partita un mesetto fa, solitamente nasce così: arriva un disco che ho voglia di ascoltare – il corpo lo chiede, è un bisogno fisico oltre che una necessità dello spirito, come la schiaccina proustiana che collega papille gustative e memorie – e da un semino, da una piccola idea, nasce uno scritto.
Oggi la situazione è un po’ diversa. Ieri sera abbiamo concluso Covergreen e il corpo, invece di esigere musica e parole, preferisce il silenzio. Ma colgo l’occasione della rubrica per ringraziare il pubblico di San Vincenzo, che ogni anno arriva numeroso, desideroso di ascoltare e ci accoglie con il massimo dell’attenzione. È un risultato importante e soprattutto raro.
Ieri sera tante persone mi hanno chiesto informazioni sui brani che Michele ed io abbiamo cantato e raccontato, qualcun altro mi ha chiesto la scaletta. Detto fatto: questo è l’elenco di canzoni di Somebody To Love, andato in scena per la prima volta a San Vincenzo. Custodisco gli esemplari originali e autografi delle nostre scalette, che scrivo prima di salire sul palco e conservo perchè mi fanno sorridere. Mi ricordano quando da ragazzo smerciavo migliaia di cassette registrate e non mi limitavo a scrivere l’ordine dei pezzi: ero come un miniatore medievale, disegnavo ghirigori e abbellivo i titoli aggiungendone altri di fantasia, oppure disegnavo istentorno ai nomi dei gruppi. Era un valore aggiunto, piccole pergamene su nastro per stuzzicare l’immaginario.
Questa scaletta piena di canzoni da amare è stato il nostro affettuoso ringraziamento alla musica che ci ha salvato la vita.



