Albori.
Quando si è nel luogo dei ritorni, centrali e periferici, si riscoprono suoni e opere.
Un disco di ricerca, rabdomantico sin dal titolo, che placa l’afrobeat, argina la vitalità festosa – highlife – e rallenta il tutto lasciando spazio e tempo a temi lunghi, dolenti, mollemente funerei.
Il senso misterico dei larghi e infiniti pomeriggi di controra.
Sul pelo dell’acqua.