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Max ha due velocità.
Una interiore cinetica, a galoppo tra i suoni, orizzonti ravvicinati.
Una esteriore flemmatica, meditazione da scacchista di note e immagini.
La sintesi tra i due tempi è nella performance, il concerto che cammina tra lo scalpitare al ralenti e la lentissima esplosione di luci.
Un rimbombo, ritmico e non ritmico.

Ci si conosce da anni, incontri di pensieri, riflessioni, azioni; lavori insieme, perchè è nel fare che ci si rivela. Scambi di musiche, gli amati Beatles, il misterioso Battisti. Le sue, di musiche, fortemente setacciate in crocevia sorprendenti, dall’Africa a Jackson Pollock, ripetizione insistente di una goccia che muta ad ogni battito, trame e vortici.

Stasera, in omaggio alle connessioni che trovano nella sua musica una patria mobile, leggeremo qualcosa. Una piccola anticipazione dal reading Le Ombre Segrete.
Non sono io a scegliere i testi che leggerò. Non sono i testi a cercare la mia lettura. Non è rilevante l’atto di volontà, ma il processo. Conta il come, il dove, il quando un libro arriva, si materializza, imponendosi; conta il modo con cui quelle parole creano una relazione intima con i suoni. Penso ai Sette Boschi di Yeats: Tutto ciò che è bello trascorre come le acque.

[Domus Ars, Via S. Chiara, Napoli, h. 19. Ritmico Non Ritmico + Le Ombre Segrete:
Max Fuschetto, Pasquale Capobianco, Enzo Oliva, Enzo Amato, il sottoscritto]