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Essere dappertutto è come essere in nessun posto, diceva il Montaigne.
E le date di nascita? Il ricordarle? Il portare ovunque con noi la memoria di chi abbiamo ascoltato, letto, amato?
Oggi nasceva Pasolini.
Oggi nasceva Battisti.
Dove sono?
Forse la soluzione è nel vincolo della destinazione. In quel gesto che Lucio faceva girando il dito, mi raccontava Geoff Westley, quando nella musica non c’era emozione, quando non perforava, non trovava il varco per arrivare al cuore.

Quarant’anni fa, il 5 marzo 1982, Lucio festeggiava i suoi 39 anni. Oggi a questa età si vive ancora con la mamma, lui aveva già alle spalle 21 singoli e 12 album.
Era sereno ma indaffarato in quella giornata, divisa tra Londra e Roma, come accadeva da qualche anno. Di lì a poco sarebbe uscito Immersione, l’album di Adriano Pappalardo prodotto da Lucio, che con il possente cantante condivideva l’amore per il mare e la vela.
Era sulle onde anche Riccardo Cocciante, che nello stesso periodo usciva col suo album omonimo, con i testi di Mogol. Erano gli orizzonti a essere diversissimi. Lontani. Tempo qualche mese e E già avrebbe messo in discussione i dogmi del pop italiano.

Nel mio libro in uscita nei prossimi giorni ho raccontato un altro Battisti, quello a cavallo tra Settanta e Ottanta. L’antefatto della svolta silenziosa. Insieme a lui i Beatles della dissoluzione, tra il decennio favoloso e gli anni di piombo.
Scrivi il tuo nome su qualcosa che vale: buon compleanno.