Dal 4 settembre ai confini tra San Leucio e Ceppaloni, in un vecchio essiccatoio per tabacco, il trio sannita ha cominciato a registrare l’atteso album d’esordio per ZPL, unico nel suo genere tra spoken word, folk e elettronica

Domenica 4 settembre sono partite le registrazioni di Urla dal confine, l’atteso album d’esordio di Osso Sacro: le riprese dureranno fino a lunedì 12 settembre in una location speciale, fortemente voluta dal trio per sottolineare il clima evocativo e misterioso del disco. Vittorio Zollo, Corrado Ciervo e Carlo Ciervo si ritireranno all’interno di un vecchio essiccatoio per tabacco (un tempo lo si chiamava “locale a fuoco”) immerso nella natura tra le campagne di San Leucio del Sannio (BN), in una zona chiamata Ripa Lupina o anche Ripa delle Janare.

Dichiara Osso Sacro: “Abbiamo scelto questa zona al margine, liminale, ai confini tra quelli che furono il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, e precisamente tra San Leucio del Sannio e Ceppaloni, per immergerci nelle suggestioni di un territorio in cui riecheggiano ancora molteplici leggende orali: saremo poco distanti dal fiume Sabato e dallo Stretto di Barba, luoghi in cui le Janare si riunivano per i loro rituali, e a poche centinaia di metri da quella che nel ‘900 fu la casa del Mago di San Leucio del Sannio (Fiore Furno). Ecco che torna anche il titolo del nostro primo lavoro Urla dal Confine“.

Zollo e i fratelli Ciervo, ben noti a livello nazionale dopo la vittoria del Premio Dubito per questo progetto unico nel suo genere tra spoken word, world music ed elettronica, saranno in studio per realizzare l’album che sarà pubblicato in ottobre da Zoopalco Poetry Label, la prima etichetta di spoken music e poesia orale italiana. Le prime tre uscite di ZPL saranno di Monosportiva, Mezzopalco e, per l’appunto, Osso Sacro, i quali sottolineano: “All’interno dello studio che allestiremo non ci sarà un ambiente asettico; ci saranno anche vecchi libri e porte di legno, elementi questi, che sicuramente doneranno al disco profumi antichi. Ospiteremo qui, alla Ripa Lupina e solo dopo il tramonto, due fonici, le artiste e gli artisti che collaboreranno con noi: le “voci inconsapevoli” come quella di Dennj De Nisi, fotografi e videomaker, qualche produttore locale e alcuni giornalisti”.

Osso Sacro è un progetto di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, nato dall’unione artistica tra il Poeta e Performer Vittorio Zollo e il polistrumentista Corrado Ciervo. Dalle colline del Sannio aggrappate alle frane, dall’ultima scoria della miseria umana, il loro primo lavoro si intitola Urla dal Confine, ed è l’ultimo atto con il quale si chiude l’ideale Trilogia della ruralità concepita da Vittorio Zollo. Le vicende parlate, suonate, cantate e performante si basano su fatti realmente accaduti, ricollocati dal Poeta Zollo. Corrado Ciervo, artefice di ogni produzione musicale e microsfumatura sonora, recupera e riposiziona le sonorità del territorio sannita. Al duo si è aggiunto Carlo Ciervo, musicista e producer, decisivo nella sua veste di arrangiatore e performer. Osso Sacro ha vinto nel 2021 il prestigioso Premio Alberto Dubito, riconoscimento nazionale dedicato alla poesia ad alta voce (spoken word, poetry slam) e alla poesia con musica (spoken music, rap), in memoria di Alberto ‘Dubito’ Feltrin.

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