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Nemo: ‘Le Ver Dans Le Fruit’ (Quadrifonic)

Donato Zoppo

Donato Zoppo

Donato Zoppo, giornalista, autore e conduttore radiofonico, scrive per i magazine “Audio Review” e “Jam”. Dal 2007 conduce sulle frequenze di Radio Città BN il programma Rock City Nights, una delle rubriche rock più seguite on air. È autore di vari libri su nomi storici della musica come King Crimson, Area, PFM, Lucio Battisti e Genesis.
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Senza clamori, senza grandi campagne mediatiche, ma affidandosi soltanto alle proprie capacità e a una sequenza di dischi in crescendo, i Nemo sono diventati una delle più interessanti realtà del prog-rock europeo. La band francese ha progressivamente affinato la propria cifra stilistica, superando la derivazione Marillion e puntando sempre di più a un art-rock moderno, sontuoso e accattivante. Dopo il compatto “R€volu$ion”, il quartetto sfodera addirittura un doppio album, il proprio lavoro più ambizioso.

Inevitabilmente un concept (dedicato all’eterno conflitto tra ordine e libertà, alle manipolazioni e ai condizionamenti subiti dai singoli), “Le ver dans le fruit” è un lavoro ben organizzato che congiunge diverse anime: l’estrazione new prog, le marcate spinte hard e la cura per l’arrangiamento lussureggiante alla Pink Floyd sono le componenti che i Nemo tengono in equilibrio con abilità, complice la notevole ispirazione del leader Jean Pierre Louveton, chitarrista e vocalist mai così presente, firmatario della stragrande maggioranza dei brani.

Un doppio album significa una vicenda sviluppata in diversi pezzi, naturalmente legati tra loro da una linea narrativa e da una omogeneità sonora che esplodono nella suite finale “Arma diania”. “Trojan”, “Milgram 1960” e “Allah Deus” sono i brani-chiave dalla fisicità più che evidente, “Un pied dans la tombe” e “Triste fable” rincorrono il neo prog familiare ai Nemo, caratterizzati da una maggiore semplificazione ma anche dal frequente ingresso di riff, componente spesso assente dal linguaggio sinfonico. Solitamente a proprio agio con un sound corposo e ben sostenuto, i Nemo si impadroniscono anche di dinamiche hard (ad es. certe soluzioni di “A la lune” non dispiacerebbero ai fan dei Deep Purple) e scegliendo il francese imprimono ai pezzi una personalità ben definita.

Un’eccellente opera a tinte fosche sulla contemporaneità, destinata anche a un pubblico lontano dall’area prog, priva di sforzi innovativi ma onesta nelle intenzioni. Nemo promossi a pieni voti anche stavolta.

www.nemo-world.com

D.Z.