Negli esperimenti di alchimia tra possenza hard rock, visioni psichedeliche e articolazioni progressive, la Black Widow non è seconda a nessuno, e non da poco tempo. Pensiamo a Standarte, Segno del Comando, Presence, nomi importanti per il prog italiano degli ultimi anni, e se guardiamo all'estero imbattibili sono gli Orne. Alla band scandinava si avvicina a suo modo il progetto Crowned In Earth, trio inglese capitanato – o meglio, incarnato in pieno – dal polistrumentista Kevin Lawry.

“A vortex of earthly chimes”, a partire dal titolo e dalla copertina epica in stile Roger Dean, richiama un mondo sonoro e simbolico tipico del rock anni '70. Un album costruito intorno a lunghi brani che si presentano come sequenze in cui si alternano riff cadenzati e plumbei, fughe a più voci e improvvisazioni lisergiche, tutto condito da tappeti di mellotron e liquidità floydiane. “Ride the storm” e “Given time” aprono e chiudono un lavoro magnetico, ipotetico punto di congiunzione tra Black Sabbath, Atomic Rooster e Hawkwind.

Certo non mancano i difetti, a partire dalla prevedibilità di certe soluzioni e dal clima generalmente “ruspante” e ingenuo, evidentemente dovuto alla centralità di Lawry e al lavoro a distanza con il batterista McCloskey e il tastierista Anthony. Sulla media durata – prendiamo ad es. “World spins out of key” – il trio funziona meglio, anche se manca l'insieme di varie componenti in favore della centralità doom.

Un disco intrigante per chi segue con attenzione le contaminazioni dell'area hard/prog.

http://www.blackwidow.it

D.Z.