Cantare Mina è difficile.
Ma è difficile anche raccontarla: 140 dischi, 150 milioni di copie vendute, centinaia e centinaia di canzoni, alcune delle quali centrali per la cultura popolare italiana; poi la Tv, la stampa, i media, gli incontri, la mole del Mito, la vastità del personaggio. Nel nostro piccolo, ce l’abbiamo fatta: a cantarla e raccontarla. Stando al responso degli spettatori, è stato emozionante.

Giovedì sera le Minamour ed io abbiamo portato in un angolo di paradiso sulle colline nei dintorni di Suvereto il nuovo storytelling Grande Grande Grande, dedicato a Mina. Ho avuto l’onore di raccontare un po’ di cose della Tigre di Cremona ma il grosso lo hanno fatto Lucia Fiorentini, Francesca Del Seppia e Ilaria Guarnaccia, musiciste sopraffine con le quali c’è stato immediato feeling: allo stesso modo con il pubblico, numeroso, attento e generoso.

La modalità degli house concert mi piace tanto: ci si promuove col passaparola, chi viene è realmente interessato, ascolta e rilancia, creando circolarità e condivisione – che fanno tanto bene. Fa bene anche vedere pochi telefonini che fotografano e molta curiosità negli occhi.

Grazie alle attivissime Antonietta, Cristina & Ecò Tuscany, a Covergreen che ha fatto da riferimento imprescindibile, al pubblico che ha gradito tantissimo. Alla prossima.