Una decina d’anni fa, quando curavo l’ufficio stampa di Fasano Jazz, in uno di quei pomeriggi noiosi di afosa piatta attesa trovai un negozio di dischi. Il Discobolo, mi pare si chiamasse. Aveva una sezione dell’usato, dove mi fiondai per uscirne carico di vinili di Alice. I più importanti, l’epoca d’oro 80-92, da Capo Nord a Mezzogiorno sulle Alpi. Lasciai lì solo Il sole nella pioggia, era già da tempo tra i miei dischi della vita. Quante volte mi sono tuffato nella copertina lussureggiante di Park Hotel: le piante, i fiori, le facce sorridenti di Tony Levin, Jerry Marotta e Phil Manzanera.
Alice è ancora oggi una delle mie preferite, i suoi album mi risuonano come una light side di Franco Battiato, con cui ha condiviso orizzonti, simboli e un sapiente uomo d’immagine – e contenuti – come Francesco Messina. Li ho sempre letti come parti di un tutto, tasselli di un mosaico cromatico che purtroppo si è ingrigito da un bel pezzo, visto che il suo ultimo Lp di inediti Weekend risale al 2014.
Weekend è un disco evanescente, soffiato di una leggerezza vaporosa, una nuvola; però ha sostanza, senso. E mi è caro. Fu il gancio per una emozionante intervista per Jam all’alba del 2015. Ci demmo del lei per tutta la telefonata, ancora oggi mi resta la sensazione di aver conversato con una diva d’altri tempi: una dark lady non più aspra e puntuta come in alcune delle sue migliori interpretazioni degli anni ’80 ma morbida, di velluto.
Ogni tanto Weekend si impone. Ci sono dischi-mondo o dischi-esperienza, questo invece è un disco-promemoria. Chiede ascolto, cattura l’attenzione, evita la dispersione. Come i Buddha che ho in casa: promemoria a gambe incrociate, calamite che ricordano di spezzare la meccanicità. Come Veleni: scritta da Battiato e Sgalambro, fu presentata a Sanremo e scartata. Facile intuire il perché. Ci ricorda che ci intossichiamo non solo con la tecnologia, il cibo, gli additivi di vario genere, ma anche con i sentimenti negativi. Quelli che elenca Alice con voce imperiosa:
L’avidità
l’odio
la rabbia
l’ignoranza
la confusione
l’attaccamento
la gelosia
il possesso
la follia
il rancore.



