Ricordate la copertina di Ko de mondo?
Lo sguardo severo, inchiodante, di Giovanni Lindo Ferretti. Solo occhi, sfondo bianco, prendere o lasciare.
L’autore fu Claudio Martinez, che tra agosto e settembre del 1993 andò in Bretagna al seguito della troupe capitanata da Dario Tajetta di Videomusic per girare il documentario sul making of del disco. Era il direttore della fotografia: mai avrebbe pensato che un suo scatto a Giovanni, rubato perché quando si è fan approfittare del momento è cosa buona e giusta, sarebbe diventato copertina.
Ieri pomeriggio, mentre ero imbottigliato nella fiera del metallo urlante della tangenziale di Napoli, Claudio mi ha telefonato. Aveva voglia di raccontare: pochi giorni fa è tornato da Finistère. Aveva bisogno di staccare, e a volte per staccare bene e sul serio tocca macinarne di chilometri. Così è andato prima a Parigi, poi è salito a curiosare per vedere l’effetto che fa, trentatré anni dopo. Ha trovato una Bretagna a colori.
Era al ristorante a Guimaëc a mangiare una crêpe durante una pausa dalle ricerche del Caplan & Co, il caffè letterario aperto proprio nel 1993 a Poul Rodou, dove i CSI stazionavano tra un tornado sonoro e un ritorno all’assalto in casa. Non riusciva a trovarlo. Ma le onde potenti della musica sono sempre pronte a salire, così gli è bastato chiedere al ristoratore, che gli ha indicato un tipo proprio lì vicino: guarda caso è uno che ricorda tutto. E lo aggiorna: il Caplan ha chiuso i battenti nel 2022, per andare al Prajou basta salire, e soprattutto nella chat WhatsApp del quartiere tutti ricordano quel gruppo di capelloni con un tizio occhialuto, un biondo sempre scalzo e uno grosso con la barba che fumava di continuo, estate 1993. E di tanto in tanto continuano a vedere dei gruppetti di italiani che salgono a fare le foto a quella casa.
Per passeggiare preferisco all’alba la brughiera, batte la pioggia bretone sui passi e li rincuora.
Così cantava GLF, mentre Claudio scattava, Ieri come oggi.





