Il Masoni c’era già stato in primavera, il 10 agosto si è trovato in zona e ha assolto al compito di bravo anfitrione fuori porta.
Noi non ci eravamo mai stati – io solo in fantasia e in sogno, per poterne scrivere meglio – e salendo dalla Campania ci siamo fermati.

Incontro al vertice a Macchiascandona, un luogo nel tempo e fuori dal tempo, vintage cosmico con le tende d’antan, il telefono come nelle reception di provincia raccontate da Simenon e gli storici tortelli adattabili a noi vegetariani. Top of the bill i dolci maremmani.

Nicoletta è una signora quieta e accogliente, ci ha detto che Lucio e Tommaso erano su a Vetulonia ma sarebbero ripartiti il giorno dopo, abbiamo chiacchierato amabilmente e in omaggio al libro ci ha trattato da ospiti speciali – ci avrà visti curiosare a bocca aperta tra quadri, copertine e ninnoli di varia provenienza, spero non mi abbia visto nascondermi dietro la mole masoniana per celare i calzoni corti.

Faceva caldo nel far west maremmano, grazie a Rò Aragiust che ha immortalato l’incontro rustico-musicale.