Cosa si può aggiungere, cosa non è stato già scritto e detto sulla musica italiana? Ben poco, credo; forse nulla. La differenza però la fanno i punti di vista. Se poi sono tanti, variegati, persino opposti, ma diretti da una solida regia giornalistica – quella di Maurizio Becker – e ben armonizzati, allora le cose cambiano.

In questi giorni è finalmente uscito, sia in edicola che in digitale, lo specialone Sprea I 500 migliori dischi della musica italiana. Un’impresa che Maurizio ha coordinato con dedizione, realizzata da parte di uno squadrone di firme prestigiose: Luigi Abrami, Antonio Bacciocchi, Lorenzo Becciani, Marco Braggion, Riccardo De Stefano, Gianni Della Cioppa, Francesco Donadio, Mario Giammetti, Ermanno Labianca, Marco Masoni, Renato Massaccesi, Francesco Mirenzi, Stefano Pogelli, Alessandro Staiti, Renzo Stefanel, Vito Vita.

Io mi sono divertito, e anche tanto, a partire dalla modalità di assegnazione dei dischi. Ho detto a Maurizio: scegli tu per me.
Così ho beccato roba per la quale gli Dèi della musica e della lettura mi puniranno (Pupo, Albano e Romina…) ma anche nomi a me cari, da Lucio Battisti ai CSI.

Buona lettura di inizio settembre.