Recensioni

Franco Mussida: ‘La Musica Ignorata’ (Skira Editore)

  Quando ai tempi di Supernatural il redivivo Carlos Santana sosteneva che la sua musica migliorava l’ascoltatore modificandone la struttura molecolare tutti giù a ridere, in primis la stampa che lo sfotteva come fricchettone impenitente. Quando è stato Robert Fripp ad affermare la stessa cosa, con termini diversi ma uguali

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Nanaue: ‘Nanaue’ (Gutemberg Music)

Negli ultimi anni, soprattutto grazie al lavoro con la Maschera di Cera, Matteo Nahum si è fatto stimare come chitarrista dotato di gusto, eleganza, incisività: qualità non sempre presenti nelle folte schiere dei guitar heroes, più attenti alla ginnastica e all’ego che alla qualità e al lavoro d’insieme. Proprio per

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Herd Of Instinct: ‘Conjure’ (Firepool Records)

Alla stasi creativa che ha colpito i Djam Karet negli ultimi tempi risponde il nuovo progetto Herd Of Instinct. Il poliedrico Gayle Ellett da ospite è finalmente coinvolto come tastierista di ruolo nella band di Jason Spradlin (batteria), Mike Davison (chitarre) e Mark Cook (bassi). Insomma un quartetto rock, ma

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Il Giardino Onirico: ‘Complesso K MMXIII’ (Lizard Records)

Avevamo recensito il Giardino Onirico poco tempo fa, all’epoca dell’autoprodotto “Perigeo”, la dignitosa opera prima del sestetto viterbese, che proponeva la propria visione del rock progressivo. Un’idea figlia dell’incontro tra diversi gusti ed influenze ma indicativa di un’adesione alla grande scuola italiana, personalizzata e virata verso il metal.

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Little Atlas: ‘Automatic Day’ (10T Records)

Come si traduce in linguaggio progressive lo stereotipo – molto cinematografico – dell’americano “awanagana”, faccione squadrato, sorriso ammiccante e aria piaciona da simpatica canaglia? Basta ascoltare Rocket Scientist e Erik Norlander, le produzioni 10T e PRR, il metal prog e certi Spock’s Beard, a volte i Magellan, per rendersene conto:

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Antonio Severi: ‘Sunday Morning’ (Piriolirio Records)

Avete presente gli StereoKimono? Ad avere un minimo di confidenza con il “rock psicofonico obliquo” del trio bolognese, un disco come questo vi stupirà. Antonio Severi, in temporanea vacanza dal super trio, si è divertito (nel senso di volgere altrove…) accantonando tuoni, fulmini e tempeste elettriche in favore di un

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